lunedì 3 settembre 2018

IMBRUNIMENTO VEGETALE




Perché alcuni frutti e verdure si anneriscono quando tagliati o azzannati?

Le cause sono da ricercare in alcuni costituenti chimici delle cellule che formano le piante soggette a quest’alterazione. Quando la struttura cellulare è danneggiata, le sostanze contenute al suo interno si mescolano: un enzima specifico di queste piante, per mezzo dell’ossigeno contenuto nell’aria, si lega ad alcuni composti fenolici, formando delle masse colorate che rendono scura l’area, danneggia.

Come rallentare l’imbrunimento con i semplici mezzi che abbiamo a disposizione in cucina?
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           - Refrigerando l’alimento, l’azione dell’enzima responsabile è rallentata dal freddo.
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          -  Immergendo l’alimento in acqua fredda, si evita il contatto con l’ossigeno, responsabile della  reazione chimica.
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           -  Passando la superficie tagliata con succo di limone, l’ambiente acido che si crea rallenta molto  l’attività dell’enzima.
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            - Consumando subito l’alimento.

sabato 21 ottobre 2017

LA FRESCHEZZA DELL'UOVO E IL SOMMERGIBILE.


Un metodo per controllare la freschezza dell’uovo è di metterlo  dentro un contenitore colmo d’acqua e aspettare l’effetto che fa. L’uovo fresco rimarrà sul fondo del recipiente in orizzontale. Perdendo la freschezza tenderà ad assumere una posizione verticale, per poi salire verso l’alto. Il fenomeno fisico è causato dalla progressiva degradazione delle due pellicole che si trovano subito sotto il guscio. Quando l’uovo è fresco, queste sono perfettamente aderenti al guscio, poi con il tempo, attraverso la porosità del guscio, l’acqua contenuta inizia a evaporare e le pellicole si allentano facendo ingrandire la camera d’aria posta a un’estremità dell’uovo. La concentrazione d’aria modificherà la densità dell’uovo, facendola diventare inferiore a quella dell’acqua nel contenitore, quindi più leggero. Questo è lo stesso principio fisico che rende possibile ai sommergibili di risalire in superficie: è immessa aria all’interno di camere stagne dove in precedenza c’era acqua e il sommergibile in leggerezza risale.


martedì 10 ottobre 2017

MELANZANA: non si tratta di una mela!



Questo frutto dell’orto non ha goduto di buona fama nel passato. Durante il medio evo approdò in Spagna grazie agli arabi che a loro volta lo avevano importato dall’India. Inizialmente la melanzana era disprezzata e considerata tossica a causa del suo sapore amarognolo (probabilmente non avevano ancora imparato a cucinarla…), in un secondo momento si diffuse la credenza che - se consumata per lunghi periodi- portasse alla “insania” ovvero alla pazzia. Tenendo conto che in italiano medievale si poneva spesso davanti ai nomi stranieri di frutta e verdura la parola “mela”, il caso della melanzana potrebbe avvalorare questa teoria (mela insana). 

giovedì 5 ottobre 2017

L'INSALATA E' SERVITA!

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Per condire la classica insalata si usa: sale, aceto, olio. E’ un’operazione semplice, ma per ottenere un risultato all'altezza delle aspettative, è necessario adottare alcuni piccoli accorgimenti, e qualche conoscenza elementare di chimica, aiuta a comprendere e a non aver più dubbi per il futuro.
E’ noto che tra aceto e sale ci sia un'affinità, mentre l’ olio tende a non aggregarsi con questi due ingredienti. Questo perché, sale e aceto sono costituiti da molecole polari, cioè tra loro ci sono delle interazioni simili a quelle di una calamita, i cui poli positivo e negativo si attraggono e quando due sostanze polari s’incontrano, si uniscono a formare un unico corpo, come nel caso ad esempio:di sale e aceto o del caffè e lo zucchero. L’olio non ha lo stesso tipo d’interazione tra le sue molecole, ed è definita sostanza apolare. Le sue molecole, invece di attrarsi come magneti tendono a unirsi intrecciandosi tra loro, rendendo impossibile un’unione con le molecole polari.
In conclusione, la successione migliore per condire l’insalata sarà:
1- Cospargere di sale l’insalata.
2- Versare l’aceto, mescolare.
3- Versare l’olio e mescolare.
Tra insalata, sale e aceto c’è un’affinità chimica visto che si tratta di sostanze polari, quindi in questa prima fase il sale si scioglierà e assieme all’aceto si distribuirà sull’insalata, poi si unirà l’olio che completerà il condimento.

martedì 3 ottobre 2017

LA CARBONARA: un piatto di cucina fusion.


È un luogo comune pensare che la carbonara sia un piatto nato dalla cucina romana ma questo non corrisponde a verità. Nasce verso la fine della seconda guerra mondiale grazie alla creatività di un cuoco italiano e alla necessità di fare un piatto con i pochi ingredienti che si trovavano in quel periodo. La pasta era disponibile e - grazie alle truppe di liberazione anglo-americane - c’erano   tuorlo d’uovo liofilizzato e bacon. Da questa unione nacque la carbonara che in seguito - con gli opportuni adeguamenti – è diventata un cavallo di battaglia della cucina romana. 


giovedì 2 aprile 2015

mercoledì 14 gennaio 2015

NO GLUTINE, SI PANE!





Ottenuto   il lievito, il passo successivo è di utilizzarlo per produrre pane, è quello che ho fatto preparandolo appena ho ritenuto che la massa lievitante era pronta.
Il problema per la realizzazione di pane per celiaci non sta tanto nel preparare il lievito, ma nella preparazione del pane stesso perché bisogna ovviare in qualche maniera alla funzione del glutine:  reticolo elastico che ha il compito di trattenere il gas che da  vita alla lievitazione e alla conseguente forma del pane. Il glutine non esiste in natura, ma è una proteina che si forma dall‘unione di altre due proteine: gliadina e glutenina, quando è aggiunta acqua alla farina. La funzione del glutine è fondamentale ma non insostituibile, infatti, utilizzando altri elementi che ci offre la natura, si riesce a sostituirlo, ottenendo così del pane o altri lievitati anche per chi non può mangiare il glutine.
Dopo essermi informato e aver fatto vari tentativi ho messo appunto una ricetta base per il pane che si compone di farina di riso, farina di mais, il lievito, sale e la *gomma di guar: un addensante naturale che permette di dare all’impasto una certa elasticità. Questo addensante prende anche il nome di farina di guar, ma per le sue capacità di dare elasticità ai composti ai quali è aggiunto, si usa l’altro nome di “gomma di guar”.
Foto 1
Ovviamente l’impasto non viene come se ci fosse il glutine, non ha la stessa elasticità, ma alla fine abbiamo un pane con caratteristiche simili a quello in cui si sviluppa il glutine.  Non si ottiene sempre un grande sviluppo verticale, ma ho notato rifacendo più volte questo tipo di pane che un impasto più duro, con meno acqua, aiuta alla crescita in senso verticale come si può notare dalla foto (1)

Nel mio pane senza glutine sono presenti una fitta alveolatura, una crosta molto appetitosa e una mollica con un alto grado di umidità. Sicuramente è la crosta del pane, il  punto di forza. Nei diversi pani per celiaci che si trovano in commercio, ci sono prodotti ben lievitati e delle belle alveolature simili pane comune, ma difficilmente hanno una crosta gustosa come quella di un pane “casareccio”. Questo pane ha una crosta con una doratura pronunciata che va a intensificare i profumi e soprattutto il suo sapore durante la masticazione dei due elementi che lo compongono: la mollica e la crosta; rendendo il pane, un cibo unico nella sua neutralità.
In conclusione sono molto soddisfatto del risultato, sicuramente si può migliorare e modificare la ricetta base che ho descritto, magari sostituendo in parte la farina di riso con preparati per pani senza glutine o addirittura utilizzando in parte farine di legumi come quella di ceci .
Sono dell’avviso che in cucina le ricette non sono mai un punto d’arrivo ma punto di partenza, perché una pietanza può essere sempre migliorata: grazie ad una maggiore esperienza e capacità nell’utilizzo degli ingredienti o a nuove conoscenze tecniche o semplicemente lavorando con serenità.


* La gomma di guar è estratta dai bacelli di una pianta che appartiene alle leguminose, la farina che se ne estrae prende comunemente il nome di gomma per la sua capacità di dare elasticità agli impasti inglobando grandi quantità d’acqua così da stabilizzare, emulsionare una massa.